La storia

Dalla fine dell'Ottocento, la Pinacoteca racconta la tradizione artistica del territorio, nutrita nei secoli dal prestigioso cantiere del Sacro Monte

Le origini

Il percorso che porta alla nascita della Pinacoteca si intreccia, nel tempo, con lo sviluppo di diverse istituzioni che avevano sede negli spazi dell’odierno Palazzo dei Musei.

1778: nasce la Scuola di Disegno;

1831: è istituita la Società d’Incoraggiamento allo Studio del Disegno, che la prende in gestione;

1838: è fondata la Scuola Barolo di intaglio del legno, intitolata al suo promotore, il Marchese torinese Carlo Tancredi Falletti di Barolo; 

1875: nasce la Società per la Conservazione delle Opere d’Arte e dei Monumenti in Valsesia; tra i suoi scopi c’è l’istituzione di una Pinacoteca; 

1885:nell’ambito delle celebrazioni in onore di Gaudenzio Ferrari, è inaugurata l’Esposizione Artistica Valsesiana;

1886: da un primo nucleo di opere provenienti dalla mostra nasce la Pinacoteca delle origini, costituita da due sale.

1939-1957: sotto la guida del pittore Emilio Contini, primo Conservatore del museo, il patrimonio accresce e arriva ad occupare oltre venti sale; 

1960: sotto la guida dell’Ingegnere valsesiano Giorgio Rolandi, presidente della Società per la Conservazione, è inaugurato il riallestimento della Pinacoteca.

 

L’evoluzione

2002: è inaugurato il salone dedicato a Tanzio da Varallo

2005: sono riallestite le sale dedicate a Gaudenzio Ferrari e al Rinascimento;

2009-2015: sono rinnovati gli spazi che ospitano le collezioni del secondo Seicento e del Settecento;

2018: la Pinacoteca ospita la mostra Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari.